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MODALITÀ DIDATTICHE

Il percorso formativo prevede un’articolazione modulare che coniuga l’esigenza di trasmettere conoscenze di base attraverso il ricorso a lezioni frontali con la necessità di offrire spunti di approfondimento, analisi e sperimentazione concreta di quanto trattato in aula. Per questo motivo molti moduli didattici comprendono una o più lezioni teoriche (area delle conoscenze) che si completano con specifici approfondimenti (analisi di casi, testimonianze, esercitazioni e lavori di gruppo). Tutte le lezioni si svolgeranno con modalità didattiche finalizzate a creare un’interazione tra docente/testimone e aula, ed inoltre tra i partecipanti stessi.
Al fine di rendere efficace l’intera azione formativa, le metodologie didattiche utilizzate saranno finalizzate a:

  • gestire la lezione con metodi interattivi, portando in aula le esperienze più significative della realtà lavorativa di riferimento e coinvolgendo i corsisti in modo che possano contribuire attivamente alla formazione propria e dell’intero gruppo;
  • trasformare la classe di discenti in “gruppo di lavoro”;
  • consentire una certa flessibilità nel soddisfare le esigenze di apprendimento dei partecipanti.

Volendo rappresentare graficamente il legame tra interattività e metodologie didattiche, la situazione che emerge è la seguente:

Metodologie didattiche

Attraverso esercizi di simulazione, l’apprendimento avviene sperimentando direttamente gli effetti delle scelte comportamentali degli allievi con il vantaggio, però, di essere in un’aula, ovvero in una situazione protetta. Tali esercizi consistono nell’imitazione strutturata di situazioni, avvenimenti o problemi reali, sperimentati da diversi punti di vista, atteggiamenti, interazioni, tematiche, confronti, decisioni e risoluzioni di problemi.

Attraverso esercizi di simulazione, l’apprendimento avviene sperimentando direttamente gli effetti delle scelte comportamentali degli allievi con il vantaggio, però, di essere in un’aula, ovvero in una situazione protetta. Tali esercizi consistono nell’imitazione strutturata di situazioni, avvenimenti o problemi reali, sperimentati da diversi punti di vista, atteggiamenti, interazioni, tematiche, confronti, decisioni e risoluzioni di problemi.
La simulazione, pertanto, potrà riguardare:

  • la riproduzione di una situazione limitata e circoscritta, quando la finalità è l’apprendimento di una specifica procedura comportamentale quale, ad esempio, la gestione di una telefonata;
  • una situazione fantastica, in cui ciò che fa riferimento alla realtà lavorativa dei partecipanti non è il contenuto ma il processo che viene messo in atto, cioè le dinamiche interpersonali, con la finalità di mettere in evidenza e dimostrare alcune tesi relative ai comportamenti.

L’utilizzo del role playing consentirà di riprodurre un caso articolato, in cui i comportamenti da mettere in atto non sono limitati alla semplice applicazione di una procedura, ma riguardano in maniera più ampia le relazioni sociali che si vengono a creare in determinate situazioni. L’obiettivo in questo caso è duplice, poiché è riferito sia allo sviluppo di determinate capacità logiche e di tecniche comportamentali, sia alla comprensione delle componenti emozionali e relazionali.
Un altro strumento utilizzato nella metodologia didattica è quello costituito dalle esercitazioni e dai casi, il cui obiettivo è quello di rinforzare l’apprendimento tanto di conoscenze quanto, soprattutto, di competenze. Come per le simulazioni, anche nel caso delle esercitazioni possiamo individuare diverse tipologie in relazione agli obiettivi che intendono raggiungere:

  • esercitazioni operative, quando hanno lo scopo di trasmettere e/o rinforzare le capacità necessarie per lo svolgimento di una specifica attività fortemente proceduralizzata, ovvero quando si tratta di far acquisire pratica e facilità nella realizzazione di determinate procedure;
  • problem solving, cioè esercitazioni la cui finalità è quella di apprendere, analizzare e rinforzare le diverse modalità che possono essere attivate nella risoluzione di problemi, cioè di verificare la capacità del gruppo di esaminare le varie alternative, di valutarle correttamente e scegliere le più adeguate;
  • casi aziendali, ovvero esercitazioni basate sulla ricostruzione di situazioni di lavoro, la cui finalità è lo sviluppo delle capacità di analisi di situazioni complesse e la coerenza del processo logico che il gruppo attua per affrontare il caso proposto;
  • incidenti critici, ovvero casi significativi in cui la situazione analizzata presenta un aspetto tipico - positivo o negativo - dell’attività considerata, al fine di cogliere cause ed effetti di particolari situazioni.

Il percorso formativo si avvarrà, infine, delle tradizionali lezioni frontali che, pur non appartenendo alla categoria dei metodi interattivi, saranno organizzate e gestite in modo da integrarsi perfettamente con le altre metodologie che garantiscono una maggiore interazione; saranno pertanto rese più attive, per esempio, attraverso l’uso di slides, diapositive, filmati, videocassette, oppure tramite il brainstorming, una tecnica sempre più diffusa che consiste in una discussione di gruppo incrociata e guidata da un animatore (per esempio il docente).
Scopo del brainstorming è quello di trovare e far emergere il più consistente numero di idee possibili su un argomento precedentemente definito per poter in seguito selezionare, criticare e valutare quali tra le idee proposte potrebbe essere quella vincente. In tal modo il brainstorming vuole insistere soprattutto sull’interazione fra le persone e la moltiplicazione dello sforzo di ciascuno con quello di un altro sì da integrare o sostituire parzialmente la trattazione del docente.

 



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